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Da Velia il tragitto verso l'interno segue, per un breve tratto la bassa valle dell'Alento per poi proseguire lungo la splendida valle del Badolato costeggiata da colline verdeggianti ed aree boschive.
Domina il percorso la rocca di Castelnuovo sovrastata dalle possenti strutture del castello costruito nel corso del XIII secolo e recentemente restaurato.
Alle pendici del colle, brevi campagne di scavo archeologico hanno individuato un insediamento di tipo rurale, dove numerosi materiali quali attrezzi in ferro e grossi contenitori in terracotta per derrate alimentari suggeriscono lo sfruttamento agricolo del suolo; la presenza di numerosi pesi da telaio è indice della tessitura della lana mentre il toponimo moderno "Foresta" suggerisce un'attività di legnatico.
La fattoria di Castelnuovo non è isolata ma rientra in un sistema piuttosto fitto di nuclei di abitato e necropoli distribuiti lungo la media valle dell'Alento e quella del Badolato, che ben documenta un popolamento rurale piuttosto consistente a partire almeno dal IV sec. a.C., quando i Lucani si espandono capillarmente in tutta l'area interna. Il rapporto ed il legame con Velia, centro politico ed economico, è forte e costante ed è indiziato da numerosi elementi della cultura materiale; tra questi, forse il più macroscopico, è dato dalla presenza di mattoni cotti, prodotti nelle fornaci veline, esportati in un territorio ampio in cui predomina il commercio velino ben documentato anche dalla capillare diffusione delle monete della città.
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