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Dipartimento di Discipline Storiche "Ettore Lepore"

 

Il crollo dello stato

 

Il Risorgimento invisibile

L’Almanacco Reale

L’epistolario di Antonio Ranieri

 

I documenti raccolti in questa sezione sono il risultato di una ricerca su: “Il Crollo dello Stato. Apparati pubblici e opinione pubblica nelle congiunture di crisi di regime (Italia, XIX secolo)” diretta da Paolo Macry e cofinanziata dalle Università di Napoli, Pisa, Bologna e Roma III e dal Murst. Per un’analisi del programma di ricerca si può consultare il Bollettino del diciannovesimo secolo, n. 6, anno 2000.

Il tema del crollo dello Stato ha assunto, al volgere del XX secolo, con la fine dell’impero sovietico, un’importanza e una globalità che pochi avrebbero potuto prevedere. Sollecitata da una simile problematica politica, la discussione degli storici che si è concentrata, in Italia, sulla discontinuità del 1943-45. Soltanto in tempi recenti, e in modo ancora parziale, gli studiosi hanno prestato attenzione al tema altrettanto cruciale del collasso medio-ottocentesco degli Antichi Stati. Un campo, questo, che richiama la qualità e la diffusione del nazionalismo risorgimentale e, per altro verso, i caratteri strutturali, politici e culturali delle compagini preunitarie. Alberto Banti si è chiesto ultimamente cosa significasse la parola patria per coloro che, nel primo Ottocento, in suo nome, “decisero di agire, e di agire pericolosamente, rischiando l’esilio, la prigione, la vita” (La nazione del Risorgimento, Einaudi 2000, p. 3). Questa ricerca ha inteso proporre quesiti connessi e speculari, indagando il processo di disgregazione delle formazioni politiche prenunitarie e analizzandone, in particolare, la tenuta dei corpi dello Stato e le trasformazioni dell’opinione pubblica. In altri termini, quali sono le caratteristiche degli apparati pubblici che collassano? Quali le dinamiche dell’opinione pubblica, nel breve periodo del “crollo”? Per quali strade si compie la scelta tra unitarismo e legittimismo?

Gli archivi documentari che la ricerca sul “Crollo dello Stato” mette a disposizione della comunità scientifica vanno collocati in questo ambito problematico.

Nei database sarà possibile trovare elementi empirici relativi a quei fenomeni che tipicamente nascono sul terreno tumultuoso e friabile di una accelerazione della cronaca politica, com’è la dissoluzione di uno Stato: apparati pubblici che vengono sottoposti a pressioni fortissime; leadership politiche che si trovano alla confluenza fra esigenze di decisione politica e l’entropia del sistema di informazioni; valori tradizionali che vengono svalutati e disvalori improvvisamente legittimati; reti relazionali che si restringono o si dilatano a fisarmonica, seguendo la cronologia sincopata e quotidiana del “crollo”; zone grigie di popolazione che altrettanto rapidamente vengono inserite nel circuito della comunicazione politica (le donne, ad esempio). 

I tre database - a cui altri, auspicabilmente, potranno seguire - vogliono costituire il primo tassello di una sorta di prosopografia del movimento nazionale italiano e, nella specie, meridionale. In particolare, la schedatura degli Almanacchi di Corte, curata da Renata De Lorenzo e Loredana Esposito, offre il quadro completo e nominativo dell’apparato pubblico del Regno delle Due Sicilie alla metà del secolo. Il “dizionario” sul “Risorgimento invisibile”, prodotto da Laura Guidi e Angela Russo, contiene una serie di dettagliate schede relative alla presenza femminile nel movimento nazionale. Infine, la ricostruzione nominativa della fitta rete epistolare di Antonio Ranieri, di cui è autrice Tonia Romano, propone il significativo sistema di relazioni di un avvocato, pubblicista e uomo politico meridionale, negli anni del crollo del Regno. 

Napoli, 15/12/2001

Paolo Macry