Home Page

Dipartimento di Discipline Storiche "Ettore Lepore"
Questa pagina non è più aggiornata. Il navigatore è invitato a visitare il nuovo sito: www.storia.unina.it

 

Prof. Arturo Fittipaldi

tel. 081/2536329

fax 081/2536493


  

  

Nato a Napoli il 18/4/1941, ha compiuto i suoi studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II" dove, dopo il conseguimento della laurea (7/12/1964), ha svolto funzioni di assistente volontario presso la cattedra di Letteratura Italiana (1965-67), e di assistente ordinario presso la II cattedra di Storia dell'arte medievale e moderna (1970-1980). Con D.M. del 6 ottobre 1983 è stato nominato professore associato di Museografia, presso la medesima Facoltà. Dall'anno accademico 1971-72 è stato ininterrottamente incaricato di Museografia presso la Scuola di perfezionamento - dal 1993 Scuola di Specializzazione - in Storia dell'arte medievale e moderna dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II", e dall'anno accademico 1976-77 è incaricato di Museografia anche presso la Scuola di perfezionamento in Archeologia ed antichità, presso la medesima Università. Dal 1998-99 è impegnato nei corsi di Diploma Universitario a distanza per Operatori culturali (Consorzio Nettuno), come docente esaminatore di Diritto e Legislazione dei beni culturali. A partire dalla nomina a professore associato, ha fatto parte di volta in volta, di quasi tutte le Commissioni volute dalla Facoltà per meglio organizzare la sua vita interna; è inoltre membro della Giunta del Dipartimento di Discipline storiche.

La sua attività scientifica si è articolata negli anni in varie direzioni di ricerca. Il primo filone riguarda gli aspetti più rilevanti e problematici della politica dei beni culturali, e dell'attività delle istituzioni ad essa preposte, e pone al centro dell'indagine sia il nesso tra opera d'arte, museo come momento di mediazione, e pubblico, sia quello tra ricerca storico-artistica, insegnamento della storia dell'arte, e organizzazione delle istituzioni del settore. Partendo dal saggio su Beni culturali, territorio e partecipazione (1978), si passa attraverso La ricerca storico-artistica in Italia e la politica dei beni culturali (1980), per giungere a Roberto Longhi e la tutela dei beni culturali (1982), e Tutela e governo del patrimonio artistico nelle analisi di Roberto Longhi (1984). In questi ultimi due lavori, in particolare, si è voluto mettere in rilievo l'impegno continuo del critico nei riguardi di una politica complessiva sui beni culturali, e dell'attività delle istituzioni ad essa preposte, anche attraverso l'individuazione del nesso specifico che esiste in Longhi tra opzioni metodologiche, concreta ricerca storico-artistica ed ipotesi di organizzazione e fruizione delle istituzioni museali. Si è soffermato anche su tipologie museali piuttosto emarginate dall'attuale dibattito culturale in Italia, occupandosi, ad esempio, dei musei dedicati alla condizione operaia (Musei della cultura operaia o di storia della condizione operaria?, 1985). Un ulteriore filone di indagine è caratterizzato da un'attenzione continua alle attività che in campo museologico hanno segnato, nel passato e nel presente, la città di Napoli. Si sono dunque alternati interventi di analisi degli aspetti sia espositivo/fruitivi, sia storico/filologici di importanti mostre napoletane (Napoli: il Seicento in mostra, 1986; Dentro la Mostra: Battistello Caracciolo a Castel Sant'Elmo, 1992), a saggi di carattere storico dedicati alle origini e allo sviluppo del collezionismo e della museologia napoletani (Il collezionismo di "naturalia" ed "artificialia" tra Cinquecento e Seicento a Napoli, 1988; Gaetano Filangieri, un sistema museale nella Napoli di fine Ottocento e l'Europa, 1988; Alle origini del sistema museale napoletano, 1994). Nel saggio Esporre la storia: il "tempo" del museo (1988), è poi intervenuto su alcuni problemi di metodo legati ai musei storici, applicando al percorso museale le categorie deducibili dalle riflessioni sul tempo in Walter Benjamin, ed esaminando i motivi della scarsa efficienza dei tradizionale musei storici italiani, musei di "cimeli" e non di documentazione, per giungere alla proposta di una strada diversa per esporre la storia. Parallelamente, ha mantenuto costante l'interesse per le questioni legate alla didattica museale (Musei, mostre e didattica, 1980; Per un museo didattico di arte contemporanea, 1991; Un'ipotesi di sistema museale regionale in Puglia e le sue funzioni didattiche, 1992), e per gli aspetti sia storici che contemporanei della tutela e conservazione dei beni culturali (Beni culturali, terremoto e ricostruzione, 1981; Tutela, conservazione e legislazione dei beni culturali a Napoli nel secolo XVIII, 1995).

All'attività didattica, ed al suo nesso con la ricerca, ha sempre dedicato grande attenzione. In questi anni, con un'organica scelta dei temi per il corso ufficiale di Museografia, ha inteso ricostruire una storia della nascita e dello sviluppo dell'istituzione-museo in Italia e in Europa, a partire dal grande collezionismo privato cinquecentesco, proseguendo attraverso le vicende del collezionismo e della museologia scientifica tra Cinque e Seicento, continuando coll'esaminare un fenomeno fortemente connotato come il museo illuministico, poi le importanti e contraddittorie realizzazioni del museo pubblico ottocentesco, per giungere alle distinte posizioni teoriche di due intellettuali come Roberto Longhi e Walter Benjamin. Tematiche non dissimili, ma con taglio molto più settoriale e verticale, hanno caratterizzato i corsi per le Scuole di Specializzazione. Il prof. Arturo Fittipaldi ha sempre ritenuto essenziale porre al centro del suo impegno di docente il proficuo rapporto tra corso universitario e ricerca, che ha innescato studi ulteriori avviati dagli studenti per le tesi di laurea, spesso pubblicate in seguito, creando un circuito continuo tra ricerche e pubblicazioni personali, tesi di laurea e eventuali pubblicazioni degli allievi più meritevoli, che, solo, può garantire all'Università il ruolo di principale centro formativo e di ricerca in una società complessa come la nostra.