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Dipartimento di Discipline Storiche "Ettore Lepore"
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Prof. Raffaella Pierobon

tel. 081/2536326

fax 081/2536493

e-mail: pierobon@unina.it


 

Nata a Belluno il 17.6.1945, ha compiuto i suoi studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II" dove ha conseguito la laurea, con tesi in Archeologia (20/10/1968).

Dopo aver frequentato, nel 1969, la Scuola di Specializzazione in Archeologia di Roma e, nello stesso anno, il corso di Tecnica e Metodologia di Scavo presso l’Istituto di Studi Liguri di Bordighera, nel 1970 ha vinto la borsa di studio per la Scuola Archeologica Italiana di Atene.

Ha svolto funzioni di assistente supplente presso la cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte greca e Romana dell’Università di Napoli Federico II (1971), ed è stata titolare di una borsa di studio biennale presso la stessa cattedra (1972-1973). Assistente ordinario presso la cattedra di Storia Greca e Romana, (1973-1986), è stata nominata nel 1986 professore associato di Archeologia e Antichità provinciali romane, insegnamento svolto fino al 2004. Nel 2003 e nel 2004 ha tenuto anche, come supplente, il corso di Metodologia e tecnica dello Scavo Archeologico.

Dal 2003, per il nuovo ordinamento, è titolare dell’insegnamento di Archeologia Classica, per il diploma triennale e dal 2004 per la laurea Specialistica, per il corso di laurea in Storia, cui ha afferito. Nel l’anno accademico 2004-2005 ha inoltre tenuto i corsi di Archeologia e Storia dell’Arte romana per il diploma triennale del corso di Laurea in Archeologia e Storia delle Arti.

E’ stata incaricata di Metodologia e Tecnica dello Scavo Archeologico presso la Scuola di perfezionamento (1986-1992) in Archeologia e Storia Antica dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II", e dal 1993, in coincidenza con la trasformazione in Scuola di Specializzazione, è incaricata dell’insegnamento di Archeologia delle province romane.

Dal 1998-99 è impegnata nei corsi di Diploma Universitario a distanza per Operatori culturali (Consorzio Nettuno), come docente esaminatore di Rilievo e Analisi Tecnica dei Monumenti Antichi, e, dal 2003, anche di Metodologia e Tecnica dello Scavo Archeologico.

Dal 1987 fa parte del collegio dei Docenti del Dottorato in Storia Antica (dal 2002 Dottorato in Storia), ed è stata tutor di numerose tesi, di cui una in co-tutela con l’Université de Franche-Comté; è attualmente anche tutor esterno del Dottorato in Archeologia e Storia delle Arti.

 

Dal 1993 al 1998, nel quadro di una convenzione con l’Università di Firenze ha insegnato Archeologia delle Province Orientali presso la Scuola di specializzazione in Archeologia dell’Università degli Studi di Firenze, e dal 1998 è coordinatore del Modulo e titolare dell’insegnamento di Archeologia delle Province Romane presso la stessa istituzione.

Ha inoltre insegnato, nel quadro dell’Erasmus, all’Università di Nancy (1989). Come professeur invité ha svolto un ciclo di lezioni al Collège de France (1990) ed ha insegnato all’Università di Franche Comté, per il DEA e per il Dottorato (1998,2000).

 

Come assistente e poi come professore associato, ha fatto parte di commissioni di Facoltà e di Ateneo, ed è stata membro della Giunta del Dipartimento di Discipline Storiche.

E’ dal 2002, nell’albo degli esperti del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR).

E’, dal 2004, nell’Albo degli esperti CIVR

 

Altre Attività:

fa parte del comitato di redazione della rivista “La parola del Passato” (dal 1987);

del consiglio scientifico della rivista elettronica “Journal of Intercultural and Interdisciplinary Archaeology” (dal 2004)

del consiglio scientifico del centro Interdipartimentale Urbaneco (dal 2000);

del consiglio scientifico del Master in Saperi storici e nuove tecnologie (dal YY).

Coordinatore (1996-2003) e poi membro (dal 2004) del comitato per la convenzione tra l’Università degli Studi di Napoli e l’Università di Franche-Comté.

Dal 1997 al 2003 ha fatto parte del comitato di gestione del progetto eu ropeo Action COST G2: “Structures rurales et paysages anciens”.

Dal 2004 è responsabile italiano del progetto europeo Action COST A27

“Understanding pre-industrial structure in rural and mining landscapes”

 

Ha fatto parte nel 1999, del comitato scientifico del convegno internazionale La Croce .Ideologia e Iconografia, tenutosi a Napoli dal 6 all’11 dicembre sotto la direzione di. B. Ulianich, e ha collaborato, nel 2000, alla Mostra La Croce. Dalle origini agli inizi del secolo XVI, Napoli Castel Nuovo 25 marzo –14 maggio 2000.

 

Nel 2001 ha fatto parte del Consiglio scientifico del Secondo Convegno Multidisciplinare Il vetro in Italia meridionale e insulare, che si è tenuto a Napoli dal 5 al 7 dicembre 2001

Ha coordinato numerosi progetti di ricerca (60%e 40%), sull’applicazione all’Archeologia delle nuove tecnologie, e sul tema dell’acculturazione, i cui risultati sono stati resi noti con la partecipazione a convegni in Italia e all’estero, e con pubblicazioni.

Ha partecipato a numerosi scavi in Italia (Amendolara, Selinunte, Telese) e all’estero (Turchia, Giordania), e dal 1987 al 1998 ha diretto la Missione archeologica italiana sul sito gallo romano di Anderitum° (Javols, Francia), cui hanno partecipato anche numerosi studenti della Facoltà di Lettere dell’Università di Napoli.

 

°Anderitum, capitale della civitas gallo-romana dei Gabali, è stata abitata a quanto è stato possibile finora accertare con lo scavo, dal I secolo a.C. almeno fino al VII/VIII secolo d.C. La città, costruita a 1000 metri di altezza, su un altopiano granitico, era legata ad attività essenzialmente pastorizie e di allevamento.

Sorta per volontà dei Romani come centro essenzialmente amministrativo, dopo una fase iniziale fortemente marcata dalla cultura egemone, sembra precocemente recuperare elementi indigeni, ad esempio nell’architettura.

La missione di scavo, finanziata dall’Università di Napoli e dal Ministère de la Culture Français, si è proposta di verificare, attraverso l’analisi della c.d. cultura materiale, in che misura questo “ripiegamento” sia collegato a modifiche dei rapporti con il territorio circostante, e soprattutto con Roma e l’Italia da un lato, le vicine province occidentali, dall’altro.

In relazione a quest’attività la sottoscritta ha coordina la parte archeologica di una ricerca su “Archeologia e calcolatori” in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa.

 

Dal 1989 è vice direttore della Missione Archeologica italiana a Tell Barri°°, (Siria) (Dir. P.E. Pecorella, Università di Firenze), cui ugualmente partecipano studenti e giovani studiosi della Federico II (specializzandi, dottorandi, cultori).

°°Tell Barri, sito della Mesopotamia settentrionale, è abitato a partire dal IV millennio a.C., e fino al XIV secolo d.C., con il succedersi di importanti civiltà, da quella accadica a quella assiro-babilonese, e poi achemenide, partica,romana, sasanide, fino all’invasione mongola, senza interruzioni significative. Lo scavo è iniziato nel 1980 a cura della cattedra di Archeologia Orientale dell’Università di Firenze, cui si è affiancata, dal 1989 l’Università di Napoli, dal 1991 con piena responsabilità dello scavo e studio dei periodi “classici” . L’indagine dei complessi e diversificati problemi posti da questo lungo arco cronologico, è rivolta in particolare a chiarire, accanto alle modalità di sussistenza, gli aspetti della della funzione strategica del sito, posto nella zona di frontiera tra Parti e Romani prima, Sasanidi e Bizantini poi.

Lo scavo è finanziato delle Università di Firenze, Napoli, dal C.N.R., dal Ministero degli Esteri, dall’Associazione Music for Archaeology.

 

Dal 1998 è Direttore della Missione di Ricognizioni Archeologiche nel Golfo di Mandalya (Turchia)°°°

°°°Iasos ha avuto una lunghissima occupazione, dall’Età del Bronzo almeno fino al 1200 d.C. Città costiera, caratterizzata da un entroterra relativamente “impervio”, ma tuttavia abbastanza ricco, sfrutta tanto le risorse del mare (pesca e commerci), quanto quelle agricole del territorio (olivicultura). Una delle risorse maggiori della città sono probabilmente le cave di marmo, il cui sfruttamento sembra essere iniziato in età imperiale romana.

La ricerca, iniziata nel 1988 in collaborazione con le Università di Pisa e di Chieti, e ora di Lecce, è dal 1997 diretta dalla scrivente. Lo scavo è finanziato, oltre che dall’Università di Napoli, dal C.N.R, e dal Ministero degli Affari Esteri; si propone di chiarire i modi di occupazione del territorio, che, a differenza di quanto avviene nella città, conserva caratteristiche strutturali locali, almeno fino alla tarda età imperiale romana. Particolare attenzione è riservata allo studio dell’organizzazione dell’estrazione, lavorazione, trasporto del marmo.

  

Dal 2003 è responsabile dell’attività III.2.4, Contestualizzazione dei beni Culturali Archeologici, del progetto dimostratore del CRDC INNOVA, Area III. Promozione e Fruizione, Workpackage III.2 Sistema per la gestione dello spazio dell’informazione applicato ai Beni Culturali, in collaborazione con il dott. M. Mango Furnari (Istituto di Cibernetica E. Caianiello – CNR.

Dal 2005 è promotore del programma Socrates/Erasmus con l’Université Catholique de Louvain.

E’ stata consulente, per la Soprintendenza ai beni Archeologici di Napoli e Caserta, per il Museo Archeologico dell’Agro Atellano (apertura 2002), coordinando lo studio dei materiali ceramici dell’area.

Coordina, in collaborazione con la stessa Soprintendenza, lo studio dei materiali ceramici dallo scavo di S. Lorenzo Maggiore, e collabora all’allestimento del Museo dell’Opera di S. Lorenzo, di prossima apertura.

Collabora altresì allo studio dei materiali ceramici dagli scavi Metropolitana di Napoli di Piazza Bovio e Piazza Nicola Amore, in un progetto, che, come il precedente, vede impegnati giovani studiosi e studenti della disciplina.

Come si evince dall’attività svoltà, i temi principali su cui si è incentrata la ricerca sono da un lato, gli aspetti tecnici e metodologici della ricerca archeologica, in quanto disciplina autonoma indispensabile alla conoscenza del mondo antico, nei sui molteplici aspetti, distinta, ma non separata dalla conoscenza ‘storica’; dall’altro le esperienze sul terreno, e l’attività didattica hanno stimolato l’approfondimento del tema dei rapporti tra culture diverse, privilegiando, fin dove possibile, l’approccio pluricentrico, che consenta, cioè di porre sullo stesso piano, a livello di analisi, culture ‘diverse’. Per quanto riguarda ad esempio, il mondo romano la premessa indispensabile ad ogni indagine, e quindi la scelta dei luoghi e dei temi di ricerca, è stata l’approfondimento delle caratteristiche culturali, in senso lato, delle popolazioni soggette, ribaltando la prospettiva, fortemente radicata negli studi italiani, esclusivamente romano-centrica.

La consapevolezza dell’importanza della conoscenza per la tutela del patrimonio, non solo nazionale, e del confronto di opinioni, ha fatto ritenere inoltre indispensabile, oltre che orientare i corsi monografici, e in generale l’attività didattica sui temi su esposti, l’organizzazione a Napoli, di conferenze, seminari, convegni internazionali, e alcune mostre e la partecipazioni a numerosi convegni sia in Italia che all’estero.

La partecipazione degli studenti alle diverse attività legate alla cattedra ha inoltre portato alla redazione di tesi di laurea, e di specializzazione, cui è seguita, o è in corso la pubblicazione.

 

 

Convegni internazionali

 

1.       Paesaggio e utilizzazione della terra: diritto,economia,società, in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza e con il Centre de Recherche d’Histoire Ancienne dell’Università di Franche Comté (YY.

2.       Usage social du paysage et aménagement du territoire, è stato organizzato, sempre presso la nostra Università, nel quadro delle attività COST G2, e in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta, e la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento. YY

3.   Leggere un territorio: la Caria alla luce delle recenti indagini archeologiche, col patrocinio del Ministero egli Affari Esteri. (23-25 ottobre 2003)

 

 

Mostree

 

1.       Tell Barri: 5.000 anni di storia, mostra documentaria allestita nel foyer del teatro S. Carlo, in concomitanza con un concerto tenutosi a favore dello scavo il 27 giugno 1998 al teatro di S. Carlo, per la direzione di Giuseppe Sinopoli, entusiasta sostenitore della nostra ricerca;

2.       Gli scavi italiani a Tell Barri: mostra allestita nel mese di febbraio 1999 presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

3.       Hatra, Ninive, Palmira: mostra allestita presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dicembre 2001 - gennaio 2002.

 

Pubblicazioni

 

1.       R. PIEROBON, Amendolara (Cosenza). La necropoli di Mangosa. Campagna del 1975, «NSc»,    s.VIII, 34, 1981, 339-341; 342-349; 350-388.

2.       R. PIEROBON, J.DE LA GENIERE, Amendolara (Cosenza). La necropoli di Mangosa. Conclusioni, «NSc», s.VIII, 34, 1981, 389-393.

3.       R. PIEROBON, Strabone VI, I, 1 (C 253), e la tradizione su Laos fino alla battaglia del 389 a.C., «ASCL» 49, 1982, 71- 95.

4.       R. PIEROBON, Lagynos: funzione e forma, «RSL» , XLV, 1979 (1983), 27-50

5.       R. PIEROBON, Guglielmo di Tiro e il ‘castrum’ di Gerasa, «Prospettive Settanta», n.s. V, 1983, 8-13.

6.       R. PIEROBON, Gerasa in archaeological Historiography, «Mesopotamia» 18-19, 1983-1984, 13-35.

7.       R. PIEROBON, Sanctuary of Artemis: soundings in the temple - terrace 1979-1980, «Mesopotamia» 18-19, 1983-1984, 85-111.

8.       R. PIEROBON, Un frammento di coppa a rilievo da Iasos, in Alessandria e il mondo ellenistico -romano. Studi in onore di Achille Adriani, III, Roma 1984, 819-822.

9.       R. PIEROBON L’attività della Missione italiana in Giordania, in La presenza culturale italiana nei paesi arabi: storia e prospettive, Atti del II convegno, Sorrento 18-20 novembre 1982, Roma 1984, 369- 375.

10.   R. PIEROBON, Gerasa: osservazioni sulla storia di una città ‘provinciale’, «Prospettive Settanta», n.s. VII, 1985, 314-318yy.

11.   R. PIEROBON, Ardea, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, III, , Pisa -Roma, 1984, 278-     292.

12.   R. PIEROBON, Campo Laurelli, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, IV, Pisa -Roma, 1985, 331-332.

13.   R. PIEROBON, The Italian Activity within the Jerash Project 1982-1983: The Area of the Kilns, in Jerash Archaeological Project 1981-1983, I, Amman 1986, 184-188.

14.   R. PIEROBON, La ceramica e la vita della città: le coppe a rilievo ellenistiche, in Studi su Iasos di Caria, Suppl, . «BArte», 31-32 1987, 83-92.

15.   R. PIEROBON, Carife, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, V, Pisa -Roma, 1987, 6-7.

16.   R. PIEROBON, Cava dei Tirreni, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, V, Pisa -Roma 1987, 188 -190.

17.   R. PIEROBON, Il nome di Aphrodisias, in Aphrodisias de Carie, (K. Erim, J. de la Genière eds.) Paris 1987, 39-51.

18.   R. PIEROBON - BENOIT, Javols - Anderitum, in Villes et agglomé­rations urbaines antiques du Sud-Ouest de la Gaule, Actes du IIème Colloque Aquitania, Bordeaux 13-15 septembre 1990, Bordeaux 1992, 97-99

19.   R. PIEROBON - BENOIT, Armi e armature. Grecia, in Enciclopedia dell'arte antica, classica e orientale. Secondo Supplemento, 1971-1994, I A- Carro,.Roma 1994, 417-429

20.   R. PIEROBON - BENOIT, Gerasa, in Enciclopedia dell'arte antica, classica e orientale. Secondo Supplemento, 1971-1994, II, Roma 1994, 747-750

21.   J.BENOIT, R.PIEROBON-BENOIT, G.RAGONE, Ricerche nel territorio di Iasos di Caria, in Sinus Iasius I. Il territorio di Iasos: ricognizioni archeologiche 1988-1989. «Annali della Scuola Normale di Pisa», s.3, 23, 1993, 865-871.

22.   J. BENOIT, R. PIEROBON-BENOIT, Il territorio a Nord di Iasos: ricogni­zioni 1988, in Sinus Iasius I. Il territorio di Iasos: ricognizioni archeologiche 1988-1989, «Annali della Scuola Normale di Pisa», s.3, 23, 1993, 902-919.

23.   R. PIEROBON-BENOIT, Carta archeologica. Siti, in Sinus Iasius I. Il territorio di Iasos: ricognizioni archeologiche 1988-1989, «Annali della Scuola Normale di Pisa», s.3, 23, 1993, 987-998.

24.   R.PIEROBON-BENOIT, L’Asia Minore e l’approvvigionamento in grano di Roma, in L’Italie méridionale et le ravitaillement en blé de Rome et des centres urbains des débuts de la République jusqu’au Haut Empire , Actes du Colloque Int. d Naples (1991). Naples- Rome, 1994, 305-321.

25.   R.PIEROBON-BENOIT, Focea e il mare, in Sur les pas des Grecs en Occident. Hommages à A. Nickels, «Etudes massaliètes» 4, 1995, 403-418.

26.   R. PIEROBON-BENOIT, Gadara ‘Atthis en Assyriois’, in Mathesis e Philia. Studi in onore di Marcello Gigante, Napoli 1995, 251-261.

27.   MAGGIOLO-SCHETTINI, P. SECACCINI, C. D. SERRATORE, R. PIEROBON-BENOIT G. L. SORICELLI, SYSAND: A System for the Archaeological Excavations of Anderitum (Javols, Lozère, France), in Computer Application and Quantitative Methods in Archaeology, 1994 (J.Hugget &N.Ryan eds.), B..A.R. int. ser. 600, Oxford 1995, 229-233.

28.   R. PIEROBON-BENOIT, S. FEBBRARO, P. BARBARINO, Anderitum (Javols, Lozère) 1987-1993. Notes préliminaires sur la céramique, Actes du Colloque S.F.E.C.A.G., Millau, mai 1994, Marseille 1995, 233-254.

29.   R. PIEROBON-BENOIT, Eracle e il leone nemeo in una falera da Tell Barri, in L’incidenza dell’antico. Studi in memoria di Ettore Lepore, III, Napoli 1996, 607-613.

30.   R. PIEROBON-BENOIT, Rilievo, ceramica a, in Enciclopedia dell'arte antica, classica e orientale. Secondo Supplemento, 1971-1994, IV, 1996, 736-739.

31.   P.E. PECORELLA, R. PIEROBON-BENOIT, Tell Barri e la Siria nord-orientale dopo la fine dell’impero assiro, in Studi in memoria di Lucia Guerrini. Vicino Oriente, Egeo-Grecia, Roma e mondo romano - Tradizione dell’antico e collezionismo di antichità, a cura di M.G. Picozzi e F. Carinci, Roma 1996 = «Studi Miscellanei 30, 1996, 13-21.

32.   E. AGRESTI, A. MAGGIOLO-SCHETTINI, R. SACCOCCIO, M. PIEROBON, R.PIEROBON-BENOIT, Handling Excavation Maps in SYSAND, in Interfacing the Past, Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology, 1995, H. Kamermans and K. Fennema eds., Leiden 1996 = «Analecta Praehistorica Leidensia» 28, I, 1996, 31-36.

33.   R. PIEROBON-BENOIT, Le coppe ellenistiche a rilievo da Iasos: un bilancio, in D Episthmonikh sunanthsh gia thn Ellenistikh keirameikhn, Cronologhmena Sunola - Ergasthria, Atti Convegno di Mitilene, marzo 1994, I-II, Atene 1997, pp.181-192, tavv. 274-279.

34.   R. PIEROBON-BENOIT, Anderitum e il suo territorio: aspetti della romanizzazione, inMissioni Archeologiche italiane, in La ricerca Archeologica, Antropologica, Etnologica, Ministero degi Affari Esteri, Roma 1997, 61-65.

35.   R. PIEROBON-BENOIT YYet alii, Anderitum (Javols,France): la céramique commune, Ier-VIe s. ap. J.-C., «Rei Cretariae Romanae Fautorum Acta», York 1996, Wien 1997, yy

36.   P.E.PECORELLA, R.PIEROBON-BENOIT, Tell Barri/Kahat: una città nell’alta Siria, «Eothen 9», Firenze 1998, 93-116.

37.   R.PIEROBON - BENOIT, Dall’Ellenismo al Medio Evo: dati e problemi a Tell Barri, in P.E.Pecorella ed., Tell Barri /Kahat 2. Relazione sulle campagne 1980-1993 a Tell Barri /Kahat, nel bacino del Habur (Siria), Roma 1998, 199-256.

38.   R.PIEROBON – BENOIT, La croce su oggetti di uso quotidiano, in La Croce. Dalle origini agli inizi del secolo XVI. Catalogo della Mostra, Napoli Castel Nuovo 25 marzo-14 maggio 2000, 55-58.

39.   R.PIEROBON – BENOIT, Gli oggetti di uso quotidiano. Secoli V-VII. Catalogo, in La Croce. Dalle origini agli inizi del secolo XVI. Catalogo della Mostra, Napoli Castel Nuovo 25 marzo-14 maggio 2000, 59-70.

40.   P.E. Pecorella, R. Pierobon Benoit, La missione archeologica italiana a Tell Barri - 1999, «Orient-Express», 2000/4, 85-89.

41.   P.E. PECORELLA, R. PIEROBON BENOIT, La missione archeologica italiana a Tell Barri - 2000, «Orient-Express», 2001/3, 73-79.

42.   A.ANDREOLI, F. BERTI, L.LAZZARINI, R.PIEROBON-BENOIT, New Contribution on Marmor Iassense, in Interdisciplinary Studies on Ancient Stone, a cura di L. LAZZARINI, ASMOSIA, Proceedings of the Sixth International Conference (Venice, June 15-18 2000), ASMOSIA, VI, Padova 2002, 13-18.

43.   P.E. PECORELLA, R. PIEROBON BENOIT, La missione archeologica italiana a Tell Barri - 2001, «Orient-Express», 2002/3, 67-73.

44.   P.E. PECORELLA, R. PIEROBON BENOIT, La missione archeologica italiana a Tell Barri - 2002, «Orient-Express», 2003/3, 59-62.

45.   R.PIEROBON BENOIT, «Survey of the Mandalya Gulf. Report on the 2000 and 2001 Campaigns, «20. Arat›rma Sonuçlar› Toplant›s›», 2, (Ankara, 27-31 May›s 2202), Ankara 2003, pp. 335-348.

46.   R.PIEROBON BENOIT, Il territorio di Iasos tra VI e V secolo a.C. Alcune osservazioni, in Iasos tra VI e IV sec. a.C.. Miscellanea storico –archeologica” Atti dell’Accademia delle Scienze di Ferrara, 181, 2003-2004, Suppl., pp. 159-176.

47.   FERDIERE et R. PIEROBON–BENOIT, Lozère: Javols – Anderitum, in Informations archéologiques, Région Languedoc-Roussillon (1992-1998), «Gallia Informations;, (2004), en ligne : http://www.gallia-cnrs.fr

48.   P.E. PECORELLA, R. PIEROBON BENOIT, La missione archeologica italiana a Tell Barri (Siria) - 2003, «Orient-Express 2004/2, 29-32.

49.   P.E. PECORELLA, R. PIEROBON BENOIT, Tell Barri / Kahat. La campagna del 2002. Relazione preliminare. Firenze 2005

50.   R.PIEROBON BENOIT, Golfo di Mandalya,( http:/www.misart.it)