Il Risorgimento invisibile
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Dal 1848 il “comitato” femminile si politicizza, attraverso le iniziative del periodico “Un comitato di donne” e poi, nella fase di repressione che segue gli scontri di quell’anno, attraverso i comitati clandestini di patriote che mantengono i contatti con i detenuti politici, facendo da tramite tra questi e le reti cospirative. Comitati si formano anche all’inizio dell’età liberale, sia su temi filantropici che emancipazionisti. Le congreghe vincenziane ed altre ad esse affini, invece, si caratterizzano per la vita in comune secondo una regola religiosa delle donne che le compongono, oltre che per gli scopi filantropici perseguiti. Esse divengono un importante polo di riferimento per la sociabilità femminile legata alla pratica filantropica.
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