Il Risorgimento invisibile

Profili biografici


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COGNOME

NOME

NASCITA

MORTE

LUOGO DI NASCITA

Paladini 

Luisa Amalia 1810 1872 Milano

 

scrittrice, educatrice

 

SCRITTI

 

Manuale per le giovinette italiane,1844

La famiglia del soldato, 1859

Lettere di ottimi autori sopra cose familiari,1861

 

BIOGRAFIA

 

Luisa Paladini nacque a Milano, da Francesco, funzionario di un ministero del Regno napoleonico, e da Caterina Petrocchi, il 24 febbraio 1810. I suoi lontani antenati erano originari di Teramo, da cui erano fuggiti dopo l’uccisione del duca Andrea d’Acquaviva, nel 1417, per stabilirsi a Lecce. Nel 1815 Luisa si recò a Lucca dove intraprese, incoraggiata dalla madre, studi letterari.

Non ancora ventenne, iniziò a scrivere versi e brevi componimenti d’occasione, tra cui emergono quelli composti per la morte di Teresa Bandettini. Nelle sue poesie, spesso inneggiava ai valori risorgimentali. I "Nuovi Canti" offerti alla Guardia civica di Lucca sono ispirati agli episodi rivoluzionari del 1848. I suoi sentimenti patriottici ispirano anche la canzone "Alla bandiera italiana":

L’ho veduta, l’ho stretta nel pugno

Ho baciato quei sacri colori

Si festeggi s’applauda s’onori

La bandiera che l’Italia unirà

Si occupò assiduamente di educazione femminile, con i suoi scritti e con l’insegnamento diretto, in diversi istituti pubblici. Nel 1844 pubblicò sul "Messaggero delle donne italiane" alcuni scritti pedagogici, poi raccolti nel "Manuale per le giovinette italiane" dedicato alla scrittrice Massimina Fantastici Rosellini. Secondo Luisa "la giovinetta deve prepararsi alla vita fuggendo la vanità e abituandosi al sacrificio che rende salda la famiglia e prospera la patria" (Rosi).

Nel 1853 scrisse alcuni articoli per il periodico "La polimazia di famiglia", confluiti poi nel racconto "La famiglia del soldato". Il racconto si intreccia intorno alla figura di un colonnello napoleonico, il piemontese Alberto Molandi, e a sua moglie Marianna, che vivendo in tempi burrascosi, trovano conforto nella "religione della patria". Nel 1861 scrisse "Lettere di ottimi autori sopra cose familiari, ad uso soprattutto delle giovinette italiane", volto a fornire un modello per la composizione delle lettere. Gli ottimi autori cui allude il titolo sono Machiavelli, Tasso, Ariosto, Galilei, Monti, Foscolo, Leopardi.

In seguito Luisa fu "prima istruttrice" e soprintendente degli Asili infantili di Lucca; poi direttrice 

di una scuola normale a Firenze. Nel 1872 le venne affidata la direzione dell’educandato femminile "Vittorio Emanuele II" di Lecce. Nel nuovo istituto la donna sperava di dare alle fanciulle meridionali un’elevata educazione religiosa e nazionale, sotto gli auspici del patriota duca Sigismondo Castromediano, presidente del Consiglio d’amministrazione del convitto.

La Paladini fu legata da grande amicizia con la poetessa Giannina Milli, come testimoniano alcune lettere scritte tra il 1860 e il 1872, ritrovate nel 1895. Con Giannina, nominata ispettrice governativa per le scuole della province meridionali, si incontrò nel 1872, quando questa venne a visitare il convitto Vittorio Emanuele II.

Luisa morì poco dopo, il 17 luglio 1872. Il Castromediano nell’annunciare la perdita della Paladini la presentava quale era apparsa nella breve dimora leccese: "cinque soli mesi l’avemmo con noi, dal 17 febbraio al 17 luglio, e men di questo tempo tenne affidata le nostre figliole, da lei reputate fra quante ne ebbe mai per le più intelligenti, le più docili e le più proclivi ad istruirsi. Quanta la pietà di questa donna, quanta l’abnegazione, quanta l’esperienza della sua missione! Le nostre figliole in pochissimo tempo progredirono con passi assai segnalati nel sapere, nella gentilezza, nelle virtù del cuore e in quelle cristiane. Più che alla coltura della mente la Paladini era intenta alla formazione del carattere, che purtroppo manca a noi italiani e senza il quale non c’è fondamento di dignità individuale, di morale umana, di gloria e prosperità nazionale" (Rosi). Sulla sua tomba nel cimitero di Lecce fu posta una lapide del Consiglio provinciale. A Lucca si dette il suo nome al Regio Istituto Magistrale.

 

BIBLIOGRAFIA

F. Orestano, Eroine, ispiratrici e donne d’eccezione, Milano 1940.

M. Rosi, in "Dizionario del Risorgimento Nazionale", Milano 1933.

G. Petraglione (a cura di) Un carteggio. Giannina Milli e Luisa Amalia Paladini, in "Rivista Abruzzese", 3, 1895.                

                                                                                                  Angela Russo