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Luisa Paladini nacque a Milano, da Francesco, funzionario di
un ministero del Regno napoleonico, e da Caterina Petrocchi, il 24 febbraio
1810. I suoi lontani antenati erano originari di Teramo, da cui erano fuggiti
dopo l’uccisione del duca Andrea d’Acquaviva, nel 1417, per stabilirsi a
Lecce. Nel 1815 Luisa si recò a Lucca dove intraprese, incoraggiata dalla
madre, studi letterari.
Non ancora ventenne, iniziò a scrivere versi e brevi
componimenti d’occasione, tra cui emergono quelli composti per la morte di
Teresa Bandettini. Nelle sue poesie, spesso inneggiava ai valori risorgimentali.
I "Nuovi Canti" offerti alla Guardia civica di Lucca sono
ispirati agli episodi rivoluzionari del 1848. I suoi sentimenti patriottici
ispirano anche la canzone "Alla bandiera italiana":
L’ho veduta, l’ho stretta nel pugno
Ho baciato quei sacri colori
Si festeggi s’applauda s’onori
La bandiera che l’Italia unirà
Si occupò assiduamente di educazione femminile, con i suoi
scritti e con l’insegnamento diretto, in diversi istituti pubblici. Nel 1844
pubblicò sul "Messaggero delle donne italiane" alcuni scritti
pedagogici, poi raccolti nel "Manuale per le giovinette italiane"
dedicato alla scrittrice Massimina Fantastici Rosellini. Secondo Luisa "la
giovinetta deve prepararsi alla vita fuggendo la vanità e abituandosi al
sacrificio che rende salda la famiglia e prospera la patria" (Rosi).
Nel 1853 scrisse alcuni articoli per il periodico "La
polimazia di famiglia", confluiti poi nel racconto "La famiglia
del soldato". Il racconto si intreccia intorno alla figura di un
colonnello napoleonico, il piemontese Alberto Molandi, e a sua moglie Marianna,
che vivendo in tempi burrascosi, trovano conforto nella "religione della
patria". Nel 1861 scrisse "Lettere di ottimi autori sopra cose
familiari, ad uso soprattutto delle giovinette italiane", volto a
fornire un modello per la composizione delle lettere. Gli ottimi autori cui
allude il titolo sono Machiavelli, Tasso, Ariosto, Galilei, Monti, Foscolo,
Leopardi.
In seguito Luisa fu "prima istruttrice" e soprintendente degli
Asili infantili di Lucca; poi direttrice
di una scuola normale a Firenze. Nel 1872 le venne affidata
la direzione dell’educandato femminile "Vittorio Emanuele II" di
Lecce. Nel nuovo istituto la donna sperava di dare alle fanciulle meridionali un’elevata
educazione religiosa e nazionale, sotto gli auspici del patriota duca Sigismondo
Castromediano, presidente del Consiglio d’amministrazione del convitto.
La Paladini fu legata da grande amicizia con la poetessa Giannina
Milli, come testimoniano alcune lettere scritte tra il 1860 e il 1872,
ritrovate nel 1895. Con Giannina, nominata ispettrice governativa per le scuole
della province meridionali, si incontrò nel 1872, quando questa venne a
visitare il convitto Vittorio Emanuele II.
Luisa morì poco dopo, il 17 luglio 1872. Il Castromediano nell’annunciare
la perdita della Paladini la presentava quale era apparsa nella breve dimora
leccese: "cinque soli mesi l’avemmo con noi, dal 17 febbraio al 17
luglio, e men di questo tempo tenne affidata le nostre figliole, da lei reputate
fra quante ne ebbe mai per le più intelligenti, le più docili e le più
proclivi ad istruirsi. Quanta la pietà di questa donna, quanta l’abnegazione,
quanta l’esperienza della sua missione! Le nostre figliole in pochissimo tempo
progredirono con passi assai segnalati nel sapere, nella gentilezza, nelle
virtù del cuore e in quelle cristiane. Più che alla coltura della mente la
Paladini era intenta alla formazione del carattere, che purtroppo manca a noi
italiani e senza il quale non c’è fondamento di dignità individuale, di
morale umana, di gloria e prosperità nazionale" (Rosi). Sulla sua
tomba nel cimitero di Lecce fu posta una lapide del Consiglio provinciale. A
Lucca si dette il suo nome al Regio Istituto Magistrale.
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F. Orestano, Eroine, ispiratrici e donne d’eccezione,
Milano 1940.
M. Rosi, in "Dizionario del Risorgimento
Nazionale", Milano 1933.
G. Petraglione (a cura di) Un carteggio. Giannina Milli e Luisa Amalia
Paladini, in "Rivista Abruzzese", 3, 1895.
Angela Russo
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