Dispacci sforzeschi da Napoli


Ricerca diretta da Francesco Senatore e Francesco Storti per l'Istituto Italiano per gli studi filosofici (editore Laveglia & Carlone di Salerno).

Si tratta della prima serie della collana "Fonti per la storia di Napoli aragonese". La collana è stata fondata da Mario del Treppo e comprende altre due serie (Corrispondenze fiorentine e Fonti monografiche).

- Sito web: http://www.dispaccisforzeschi.it 

 

Oggetto e obiettivi della ricerca

La serie Dispacci sforzeschi da Napoli, coordinata da Francesco Senatore e Francesco Storti, pubblica lettere di ambasciatori ed altri corrispondenti sforzeschi dal regno di Napoli al fine di incrementare le nostre conoscenze sul Meridione d'Italia in epoca aragonese (XV secolo). Le corrispondenze diplomatiche sono infatti una fonte di assoluto rilievo per la quantità, qualità e varietà di notizie in esse contenute, le quali possono in qualche misura compensare la terribile distruzione, nel 1943, dei più antichi fondi dell'Archivio di Stato di Napoli.

Fino ad ora sono stati pubblicati 4 volumi, in cui sono stati editi 989 documenti, e altri 3 sono in preparazione. Sono in lavorazione anche alcuni volumi dedicati agli Inventari del relativo carteggio sforzesco.

I volumi hanno ricevuto un'accoglienza molto positiva, guadagnandosi recensioni in riviste prestigiose nazionali ed internazionali (http://www.dispaccisforzeschi.it/recensioni/), a tacere delle citazioni ricorrenti nella bibliografia specializzata, tra le quali si può ricordare ad esempio quella presente nel saggio di Corrado Vivanti pubblicato nel vol. XIX degli Annali della Storia d'Italia Einaudi (2002). Del resto, proprio negli anni '90 si è verificata una ripresa di edizioni di lettere diplomatiche, ancora oggi al centro degli interessi della storiografia internazionale.

All'importanza di queste iniziative e al valore straordinario delle corrispondenze diplomatiche italiane quattrocentesche è stato dedicato un fascicolo del prestigioso «Bullettino dell'Istituto Storico Italiano per il Medioevo e Archivio Muratoriano» (110/2 - 2008), al quale ha collaborato Francesco Senatore.

Il carattere della documentazione e i criteri dell'edizione (presenza di numerose lettere cifrate, ampio apparato filologico e storico) comportano un notevole lavoro preliminare, che d'altra parte si è rivelato assai proficuo per la ricchezza informativa dei volumi e per gli stimoli ad ulteriori ricerche.

L'edizione è stata ed è occasione di formazione nel Dipartimento di Discipline Storiche prima, di Studi Umanisti poi: in venti anni sono state prodotte, sotto la guida di Senatore e Storti, circa 25 tesi di laurea e due di dottorato (una presso il nostro Ateneo, una a Siena). Non sono mancate le pubblicazioni nate in margine all'edizione: vanno ricordate in particolare ben quattro monografie prodotte, tra 1998 e 2015, dai curatori dei primi volumi (Francesco Senatore e Francesco Storti), formatisi alla ricerca storica proprio durante e attraverso questo lavoro sotto la guida di Mario Del Treppo, per non parlare di numerosi saggi in riviste di fascia e in volumi collettivi con coautori stranieri (http://www.dispaccisforzeschi.it/produzione-scientifica/). Si segnala, in particolare, un volume cui hanno collaborato i membri del gruppo, alcuni dei quali giovanissimi: Poteri, relazioni, guerra nel regno di Ferrante d'Aragona. Studi sulle corrispondenze diplomatiche, a cura di F. Senatore, F. Storti, Napoli, Cliopress 2011, p. 396.

Nel 2002 Senatore e Storti hanno creato presso il Dipartimento di Discipline storiche il Laboratorio aragonese e sforzesco, volto ad addestrare nuovi elementi al lavoro di edizione dei Dispacci sforzeschi e ad avvicinare alle fonti diplomatiche, nel corso di seminari periodici, studenti delle lauree triennale e magistrale e del dottorato. Nel Laboratorio si sono formati i curatori dei successivi volumi, di cui uno (il V) è stato edito da Emanuele Catone, Armando Miranda, Elvira Vittozzi.

Nel corso degli anni il Laboratorio ha acquisito di circa 25.000 tra microfilm e fotografie di documenti diplomatici conservati negli Archivi degli antichi stati italiani, che costituscono, insieme con le chiavi di accesso (indici e inventari manoscritti e digitalizzati) e le trascrizioni un patrimonio di dati importantissimo per la ricerca.

Nel panorama degli studi sullo stato europeo nel tardo Medioevo i Dispacci sono una fonte imprescindibile (si veda il repertorio http://rm.univr.it/repertorio/rm_duranti.html). I membri del gruppo di lavoro sono ormai un punto di riferimento per gli studi sulla diplomazia, sulle corrispondenze diplomatiche, sui linguaggi politici, tanto da essere invitati a lezioni, seminari, convegni, comitati scientifici, come si ricava dall'elenco che si allega (limitato al 2010-14, per altre informazioni si veda il sito dei due docenti). In particolare, Senatore è stato invitato come componente di commissioni di dottorato all'estero per esaminare una tesi di dottorato sul tema.

 

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