Apollodoro

 

II 6, 4: Ecco come Apollodoro ci presenta l'attacco di Eracle a Troia:

"Dopo la sua servitù (alla regina Onfale ndr), purificatosi dalla contaminazione, chiamò a sè un esercito di nobili volontari e navigò verso Troia con 18 navi di 50 remi ciascuna. Giunto al porto di troia, lasciò la guardia delle navi ad Oicle e lui stesso col resto degli eroi si lanciò ad attaccare la città."

II 5, 9: questo brano introduce il racconto della lotta contro le Amazzoni:

"La nona fatica che Euristeo impose ad Eracle fu di recuperare il cinto di Ippolita. Ella era la regina delle Amazzoni, che abitavano lungo il fiume Termodonte, un popolo grande in guerra."

II 4, 9:Il mitografo greco ci racconta dell'addestramento di Eracle giovinetto grazie all'opera di ottimi maestri:

"Eracle fu istruito a guidare il carro da Anfitrione, a lottare da Autolico, a scoccare frecce con l'arco da Eurito, alla lotta oplitica da Castore e a suonare la lira da Lino. Questo Lino era un fratello di orfeo; venne a tebe e divenne tebano, ma fu ucciso da Eracle con un colpo di lira."

II 2, 6, 1-2: Il mito dell'uccisione di Ifito

"Incontrò Eurito, principe di Ecalia, che gli promise la mano della figlia Iole, se avesse gareggiato con l'arco con lui e con i suoi figli. Venne, dunque, ad Ecalia e pur risultandomigliore di loro con l'arco ma non ottenne la sposa; perciò Ifito, il più anziano dei figli di Eurito, disse che Iole poteva essere data ad Eracle, ma Eurito e gli altri rifiutarono e dissero che temevano che, se avesse avuto dei figli, avrebbe di nuovo voluto uccidere i suoi discendenti.
Non molto dopo, alcune mandrie di buoi furono rubati dall'Eubea da Autolico, e Eurito pensò che questo fosse stato fatto da Eracle; Ifito, invece, non ci credeva e andò da Eracle. E nell'incontrarlo, non appena giunse da Fere dopo aver salvato Alcesti per Admeto, lo invitò a caccia con lui. Eracle gli promise di farlo e così lo trattenne; ma colpito nuovamente da follia, lo gettò giù dalle mura di Tirinto. Desiderando di essere purificato dall'assassinio, si recò da Neleo, che era il principe di Pilo, E quando Neleo rigettò le sue richieste in nome della sua amicizia con Eurito, egli andò ad Amicle e fu purificato da Deifobo, figlio di Ippolito."

II 7, 7: dopo l'uccisione di Ifito e la sua purificazione, Eracle riceve un oracolo dal dio di Delfi: per purificarsi dall'omicidio deve divenire servo per tre anni. Ermes, così, lo vende ad Onfale, regina di Lidia. Scontato il periodo di servitù, Eracle ritorna nel mondo eroico: conduce una spedizione a Troia e poi contro Ecalia, poiché non ha dimenticato che lì risiede Eurito, colpevole contro di lui di avergli prima promessa in sposa la figlia Iole e poi di averci ripensato:

"Al suo arrivo a trachis, mise su un esercito per attaccare ecalia, desiderando punire Eurito. Aiutato dagli Arcadi, dai Meli di Trachis e dagli Epicnemidi di Locri, sconfisse Eurito e i suoi figli e prese la città. Dopo aver reso gli onori funebri ai suoi soldati caduti, Ippaso figlio di Ceice e Argio e Melas i figli di Licimnio, saccheggiò la città e prese Iole prigioniera."

II 5 12: Apollodoro come Plutarco ed altri menziona l'iniziazione di Eracle ai Misteri Eleusini. Secondo il mitografo tale iniziazione sarebbe avvenuta prima di compiere l'impresa di Cerbero:

"La dodicesima impresa imposta ad Eracle fu la cattura di cerbero nell'Ade. (...) Quando Eracle stava per parire per catturarlo, si recò presso Eumolpo ad Eleusi, desiderando essere iniziato. Comunque non era allora permesso agli stranieri di essere iniziati: così egli propose di essere iniziato come figlio adottivo di Pylios. Ma non essendo pronto a vedere i misteri a causa del fatto che non si era purificato per l'uccisione dei Centauri, fu prima purificato da Eumolpo e poi iniziato."

 

Eracle in occidente secondo Apollodoro

II 5, 10: è il racconto che Apollodoro fa della venuta di Eracle in occidente per conquistare i buoi di Gerione.

"Come decima fatica gli fu ordinato di catturare la mandria di gerione ad Erizia. Erizia è un'isola bagnata dall'oceano; è adesso chiamata GAdira. QUest'isola era abitata da gerione, figlio di Chrisaore figlio di Calliroe, a sua volta figlia dell'Oceano. Aveva il corpo di tre uomini uniti insieme al busto, ma diviso in tre a partire dai fianchi e per gli arti. Egli possedeva una mandria rossa di buoi di cui Euritio era il mandriano e Orthos, il cane da caccia a due teste, generato da Tifone ed Echidna, era il cane da guardia. Così viaggiando attraverso l'Europa per conquisatare la mandria di Gerione abbattè molte bestie selvatiche e mise piede in Libia, e, procedendo verso Tartessus, eresse come limiti del suo viaggio due colonne ad indicare ad ognuno i confini dell'Europa e della Libia Ma essendo troppo scaldato dal Sole nel suo viaggio, tese il suo arco contro al dio che in ammirazione del suo coraggio, gli diede un calice d'oro nel quale lui attraversò l'oceano.Arrivato a Erythia alloggiò su Monte Abas. Comunque il cane, sentendo la sua presenza, gli si getto contro; ma lui lo abbattè con la sua clava, e quando il mandriano Euritio venne in aiuto del cane, Eracle uccise anche lui. Ma Menoetes che stava pascolando il bestiame di Hades, raccontato a Gerione quello che era accaduto e apparendo quello con Eracle accanto al fiume Anthemos, mentre guidava via il bestiame, ingaggiò una battaglia con lui e lo uccise. Ed Eracle, imbarcando il bestiame nel calice e veleggiando attraverso Tartesso restituì il calice al Sole.
E passando attraverso Abderia lui venne in Liguria, dove Lalebion e Dercynos, figli di Poseidone tentarono di derubarlo del bestiame ma lui li uccise e proseguì il suo viaggio attraverso Tyrrhenia. Ma a Reggio un toro se ne scappò e rapidamente si immerse nel mare e nuotò verso la Sicilia, e passando attraverso il paese vicino, chiamato "Italia" dopo lui, perciò i Tirreni chiamarono il toro Italus, venne alla piano di Erice che allora regnava sugli Elymi. Erice era un figlio di Poseidone, e mescolò il toro coi suoi propri armenti. Così Eracle affidò il bestiame a Efesto e si affrettò alla ricerca del toro. Lui lo trovò tra gli armenti di Erice, e quando il re rifiutò di cederlo a meno che Herculesnon lo sconfiggesse in una gara di lotta, Eracle lo colpì tre volte, l'uccise nella lotta, e preso il toro lo guidò col resto degli armenti attraverso il Mare Ionio. Ma quando giunse alle rive del mare, Era afflisse le vacche con un tafano, e loro si dispersero fra le gole delle montagne della Tracia. Eracle andò all'inseguimento, e presine alcuni, li guidò all'Ellesponto; ma il resto rimase da allora selvatico. Avendo con difficoltà raccolto le vacche, Eracle biasimò il fiume Strimone, e mentre era stato navigabile prima, lui lo fece innavigabile riempendolo con pietre; e poi portò via il bestiame e lo consegno a Euristeo che lo sacrificò a Era.
"