Eschilo

 

Prometeo Liberato

Faceva parte della trilogia di cui ci rimane il Prometeo Incatenato: non abbiamo dati sicuri sull'anno della rappresentazione della saga prometeica, ma più di un indizio la fa collocare in una fase tarda della produzione di Eschilo. Il dramma conservato, che vede il Titano incatenato su una rupe per volere di Zeus con un'aquila che gli consuma il fegato, offre agli studiosi moderni parecchi spunti di riflessione: la rappresentazione lascia trasparire l'immagine di uno Zeus vendicativo e malvagio, ben lontano dal dio giusto e retto che è innegabile punto di riferimento per il sistema religioso e morale dell'autore nelle altre opere giunte fino a noi. Parecchi studiosi hanno avanzato l'ipotesi che tale immagine nel corso della trilogia venga rovesciata per l'appunto nel Liberato, nel quale si verificherebbe una riconciliazione tra le forze olimpiche e il titano. In questa ottica Eracle -a sua volta liberatore del titano, come già appare preannunciato nella profezia dell'Incatenato - potrebbe avere il ruolo già pindarico di esecutore della volontà del padre Zeus e quindi di benefattore per l'umanità.