Esiodo

 

Theog. 946 s.: nella Theogonia esiodea, vera summa delle narrazioni mitologiche della Grecia, si fa riferimento ad Eracle ricordandolo esplicitamente come figlio di Zeus:

Alcmena poi, con Giove che le nuvole in cielo raduna,
si unìd'amore, nacque Eracle, eroe tutto forza.

E poco più avanti si parla della sua sposa divina Ebe (954 ss.). Il racconto della sua vita sull'Olimpo dopo la morte è già nota ad Esiodo:

Eracle, il prode figlio d'Alcmena dall'agile caviglia,
sposò Ebe, dopo che ebbe compiuto terribili gesta:
era figlia di Zeus e di Era, Dea dall'aureo calzare ;
e sua consorte l'ha nell'Olimpo innevato.


Scutum

Lo Scutum è un poemetto esametrico di 480 versi, che la tradizione manoscritta ha conservato sotto il nome di Esiodo. Il titolo dell'operetta è 'Asp…j, nonostante in tutto il poema lo scudo di Eracle (cui il titolo si riferisce) è indicato con il termine s£koj .
Il poemetto, dopo un'ampia digressione iniziale sui genitori di Eracle e le vicende inerenti alla sua nascita, racconta la storia della lotta tra l'eroe tebano e Cicno, figlio di Ares, che avviene a Pegase in Tessaglia, nei pressi del golfo di Iolco. Il motivo del duello, però, non è altro che una cornice mitologica alla descrizione - manieristica, preziosa e ricercata - di uno scudo, opera delle abilissime mani di Efesto. Difatti, la descrizione dello scudo occupa buona parte dell'opera e divide lo scontro in due parti distinte. Il poeta pone i contendenti l'uno di fronte all'altro e, dopo che Eracle, con fare cortese, ma deciso, invita l'avversario che gli si para innanzi a desistere dalla lotta, descrive, in un linguaggio tradizionale, la vestizione dell'eroe protagonista. La sua attenzione si sofferma dunque sullo scudo. Al termine della descrizione, che interrompe il duello per più di cento versi, il combattimento è oggetto di una sobria e sorprendentemente rapida descrizione, con la totale ed immediata vittoria di Eracle.
La semplicità di struttura del poemetto è solo apparente: esso, in verità, implica una serie di difficoltà, sia di tipo strutturale sia di tipo attribuzionistico e cronologico. Difatti, in base agli studi condotti sul poemetto, oggi si può affermare con una certa sicurezza che non si tratta di un'opera esiodea per vari motivi e, quindi, ci si comincia ad interrogare sull'identità dell'autore e sulla sua collocazione cronologica. Questi problemi hanno richiamato una vivace attenzione da parte della critica, soprattutto nella seconda metà del nostro secolo, quando si è verificata un'inversione di tendenza nell'ambito del giudizio, generalmente negativo, offerto per lo Scutum e il suo autore. Molto discusso è, infatti, il valore letterario dell'operetta e il suo significato storico, seppure è possibile ammettere che, dietro il velo mitico, nasconda qualche significato più profondo. La rivalutazione di questo autore è avvenuta quando si sono scoperti nel suo poemetto molti elementi originali, accanto a centoni di Omero ed Esiodo.

Datazione Scutum

I metodi per tentare una datazione dello Scutum sono tre: quello dell'interpretazione letteraria, quello dell'interpretazione storica, quello dell'interpretazione archeologica. Questi tre sistemi si basano sulla combinazione, più o meno accentuata, di alcune evidenze, interne ed esterne al poema, e, valorizzando ora l'una ora l'altra, giungono a conclusioni talora simili, altre volte tra esse divergenti. Per poter ricostruire, però, un quadro storico abbastanza convincente, è necessario adoperare in maniera complementare i risultati dell'indagine condotta secondo questi tre metodi, in quanto ciascuno di essi, preso singolarmente, non è in grado di offrire una soluzione soddisfacente al problema.
In sintesi, alla luce degli elementi a nostra disposizione, è possibile pensare che la critica moderna oscilla tra due diverse datazioni. La prima inquadra il poemetto pseudoesiodeo nel periodo compreso tra il 590 e il 570 a.C., quindi dopo la guerra sacra e prima del vaso François. La seconda colloca l'opera negli ultimi anni del VII secolo a.C., prima della guerra sacra, facendo leva sul ruolo di Tebe negli equilibri delle forze in Grecia centrale in età arcaica. Per poter meglio capire quale sia il criterio di datazione più adatto, è necessario esaminare più in dettaglio alcuni elementi finora trascurati: la storia della Grecia arcaica, l'identità dell'autore, il significato storico-politico dell'opera.

 


Stesicoro

Le notizie su Stesicoro, di cui non abbiamo opere letterarie giunte fino a noi, sono in Galinsky.

 

Ancora dal Corpus esiodeo e dalla letteratura arcaica

L'HOLT ricorda che tra i poemetti pseudoesiodei Eracle aveva parte anche ne Le nozze di Ceice e nell'Aigimios. Tra altre opere perdute della letteratura greca si possono ricordare l'Heracleia di Pisandro di Kameiros (VII-VI sec. A.C.) in due libri; la Presa di Ecalia attribuita a Creofilo di Samo (detta da Pausania IV 2, 3 anche Heracleia); l'Heracleia di Kinaithon lacedemone (VI sec. A.C.) e Paniassi di Alicarnasso (V sec. A.C.)